Le donne nel secolo Barocco – parte I

Il Concilio di Trento lasciò l’Europa divisa tra due cristianesimi irrigiditi e in contrapposizione, la Guerra dei trent’anni (1618-1648) polarizzò i conflitti, epidemie e peste si svilupparono un po’ dappertutto: lo spirito utopistico rinascimentale venne offuscato da pessimismo, fatalismo e da un oscura tetraggine.

Il Barocco fu un secolo caratterizzato da un senso di orrore paura e morte ma, contemporaneamente, si attuò un sostanziale allargamento dell’alfabetizzazione (col fine di una più ampia evangelizzazione) almeno al livello elementare, che coinvolse anche le bambine. Fu un processo lento, ma capillare, anche se i livelli più qualificati erano comunque sempre riservati a poche donne di estrazione aristocratica o borghese, che avevano un precettore privato. E’ comunque in questo secolo che si cominciano a registrare le prime significative presenze di intelletti femminili tra le autorità culturali, mentre tra le politiche non possiamo non ricordare Elisabetta I  alla guida d’Inghilterra e Irlanda dall’età di 25 anni fino alla sua morte, 44 anni dopo.

La letteratura di autrici donne sul problema istruzione è presente durante tutto il secolo. A quei tempi una fanciulla nobile, ai fini di un buon matrimonio, doveva saper parlare, vestirsi, danzare, suonare uno strumento e avere qualche nozione di letteratura. Le ragazze borghesi imparavano anche la matematica elementare e la contabilità.

0601Possiamo citare nel dibattito le operette di M.lle de Gournay “Egualitè des hommes et des femmes” del 1622 e “Grief des dams” del 1626, il trattato “S’il est necessaire ou non que les filles soient savantes” della studiosa olandese Anna Maria van Schurmann e i pamphlet polemici di Mary Astell “A serious Proposal to the lady for the advancement of their trou and   greater interest. By a lover of her sex”; “Some reflections upon Marriage” dove critica la coazione al matrimonio di cui erano vittime le ragazze e le donne del tempo, terrorizzate all’idea di  rimanere zitelle e quindi pressate dal bisogno di trovare comunque marito; “The Christian Religion. As profess’d by a daughter of the church of England” nel quale nota: “Dato che gli storici appartengono al sesso maschile raramente si degnano di registrare le grandi e nobili azioni compiute dalle donne; e quando ne danno notizia, lo fanno aggiungendo questa saggia osservazione: che quelle donne hanno agito ponendosi al di sopra del loro sesso. E con ciò possiamo intuire quel che vogliono far capire ai loro lettori: che quelle grandi azioni non furono delle donne a compierle, bensì degli uomini in gonnella!”

img-gen8In Italia, oltre alla grandiosa personalità di Teresa d’Avila di cui si è già parlato, ricordiamo la religiosa e mistica Orsola Benincasa, fondatrice della comunità femminile laica che dai lei prese il nome e del ricovero per fanciulle e donne benestanti nella città di Napoli. Durante il regno di Luigi XIV mentre nei monasteri e nelle provincie si respirava l’austera spiritualità della riforma cattolica e il diffondersi del gesuitismo e del giansenismo, nelle grandi città si affermavano nuovi orientamenti culturali agli antipodi, come il libertinismo, che già anticipa temi illuministi e settecenteschi.

Da una parte Port-Royal, dall’altra i Salons di Parigi.

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L’Ancient régime fu infatti l’età dell’oro di una ricca vita mondana, organizzata prevalentemente da donne, che si svolgeva nei Salons – quando ancora le academies erano per soli uomini – situati negli Hotels (palazzi) appartenenti a note famiglie nobili e borghesi, nei quali ci si intratteneva con discussioni intellettuali, nuove idee e uno snobismo di fondo di cui gusti letterari e modi di vestire divennero un segno tangibile. Già nel ’500 era famoso il Salotto di Madeleine des Roches, rimasta precocemente vedova e in seguito divennero molto famosi alcuni salotti animati da donne di cultura raffinatissima

Mme_de_Rambouillet

Prima tra tutte la Marchesa M.me de Rambouillet che aveva una vera e   propria scuola di “urbanità” nel suo salotto, dove riceveva gli ospiti – tra  cui Balzac – distesa sul letto della sua chambre bleue.

Madeleine de Scudery

Sua seguace, Madeleine de Scudery, premio eloquenza all’Academie  Francaise, fu ammessa all’università di   Padova nonostante i 9 posti riservati alle  donne fossero già tutti occupati. Scrisse  ella stessa romanzi che ebbero ampia   diffusione – Le grand Cyrus ebbe 6   ristampe – e fu nel suo salotto che venne   lanciata la moda del preziosismo –preso   in giro da Moliere nel suo Precieueses   ridicules – che contribuì in modo deciso al  diffondersi di opere e pubblicazioni di  autori che glorificavano la donna, il suo fascino, le sue conoscenze:la femme generouse, la femme heroique, le triomphe des dames, panegirique des dames, merite des dames e via così.

Madame de Sable

Molti altri ancora furono i salotti che con sfumature diverse (pedanti, libertini, accademici, preziosi, moralisti, letterari) connotarono quest’epoca, come quelli di M.me de Sablè frequentato da Pascal e La Rochefoucauld e quello della Marchesa di Sevegné.

Madame de Sevigne

Mentre in quello della cortigiana Ninon de Lenclose erano di casa la romanziera M.me de Lafayette, Cristina di Svezia e, secondo Voltaire, anche il Cardinale Richelieu.

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11 aprile 2014 · 13:59

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