Saffo e il mondo greco

Partiamo dalle donne in carne ed ossa, poetesse, filosofe, etére, regine, profetesse, oracoli, religiose, sorvolando sulle pur numerosissime dee, muse, baccanti, ninfe ed eroine epiche.

Baccanti

Tra le prime donne che hanno avuto un valore letterario, spicca l’insuperata Saffo; “Saffo la bella” come la chiama Platone nel Fedro, la leopardiana “misera Saffo”, insomma, Saffo di Lesbo.

Saffo

Nata in un isoletta paradisiaca prossima alla costa anatolica e resa famosa proprio per averle dato i natali (e al cui nome in seguito Catullo si ispirerà per la sua amata/odiata Lesbia), visse a cavallo tra il VII e il VI secolo a.C., in una famiglia nobile e, tranne un breve periodo di esilio in Sicilia voluto dall’allora tiranno Pittaco la famosa poetessa e maestra visse la sua lunga vita a Mitilene, dove si ha notizia del suo matrimonio con Cercila di Andro, da cui ebbe una figlia, Cleide, come la nonna. Conobbe il poeta Alceo che la definì “dolcebruna, pura, dolceridente Saffo” e morì piuttosto anziana per i tempi.

Sappho_and_Alcaeus

Saffo e Alceo – Alma Tadema

Leggende di origine popolare le attribuiscono un amore infelice e un conseguente suicidio, che ispirò al Leopardi, in un evidente proiezione psicologica, il sopra citato “ultimo canto di Saffò”; altrettanto leggendarie sono le notizie relative alla sua bruttezza e depravazione diffuse dalla commedia attica e smentite da autorevoli fonti storiche.

A proposito di Saffo di Lesbo è bene specificare che la pratica dell’omosessualità della Grecia antica, pratica diversa da quella attuale, prevedeva rapporti di cura tra uomini e fanciulli delle classi alte come parte integrante dell’ educazione, con eventuali risvolti sessuali del rapporto intellettuale ed affettivo che si veniva a creare ancora dibattuti, che non escludono l’amore idealizzato ma neanche forme meno sublimate di vicinanza. Parliamo comunque di omosessualità maschile, non vi è traccia di rapporti del genere tra donne, nella Grecia antica. Da qui l’immagine scandalosa prodotta dai versi di Saffo per le sue alunne e amiche Dika, Attide, Ermione, Anattoria, e da qui l’immagine, già della classicità, di una donna licenziosa. Questo per esclusione e ignoranza del contesto in cui si inquadra la straordinaria esperienza umana di Saffo come donna e come poetessa e cioè il Tiaso.

Il Tiaso era una sorta di collegio, un coro di giovani fanciulle nobili, che Saffo dirigeva a Mitilene secondo la consuetudine pedagogica di allora, accompagnandole verso la maturità, in un arco di tempo sospeso della vita, ritagliato dal mondo circostante, con sua sollecita partecipazione e in una dimensione psicologica e sentimentale prettamente femminile che ha fatto e fa tuttora scorrere fiumi di inchiostro e di immagini: un mondo di sole donne.

Un’associazione di carattere religioso dove le giovani venivano iniziate al culto di Afrodite, un ambiente esclusivo, un microcosmo autonomo in cui lo stile di vita ruotava attorno alla giovinezza e ai sentimenti, nel quale soggiornavano temporaneamente le ragazze che intanto venivano preparate al matrimonio, che rappresentava l’ingresso nella vita sociale. I legami tra le sue componenti erano talmente forti e indissolubili da rendere partecipe l’intero tiaso di ogni vicenda del gruppo, similmente ai maschili simposi. Si studiava il canto, la danza e la musica, si partecipava a cerimonie e una volta pronte le ragazze abbandonavano quel luogo ovattato e questo spiega la pena e la lacerazione del distacco dalle fanciulle del Tiaso cantate dalla Maestra, che teneva viva nel ricordo e nella poesia la storia di ognuna di loro, in attesa della prossima arrivata, dono e tormento di Afrodite.

 

“Io dico che qualcuno di me si ricorderà” (fr. 146 LP)

 

Alcuni lunghi componimenti e numerosi preziosi frammenti arrivati fino a noi, molti attraverso citazioni di eruditi e studiosi, ci mostrano un’opera divisa in nove libri, come le muse: canti lirici, epigrammi, versi elegiaci, giambi imenei ed epitalami, accompagnati dalla musica.

Come i secoli hanno cancellato i colori vivaci e caldi dalle statue e dai templi consegnandoci un’imitazione di arte candida e di purezza di forme, così le difficoltà di traduzione, la mancanza degli strumenti dell’epoca, la differenza di sensibilità e le deformazioni di giudizio rendono difficile l’interpretazione dei frammenti, ma questo non basta a rendere meno potenti le sue celebrazioni dell’amore e dell’eros, presentati come le più intense espressioni della vita, forze che quasi trascendono gli umani sentimenti per diventare impulsi metafisici. La “decima musa”, fu chiamata dai contemporanei, a rendere cristallino il suo valore poetico, come se Saffo avesse inventato la poesia stessa.

 

 

Echi dal Tiaso

Venere Callipigia, museo archeologico di Napoli

Venere Callipigia, museo archeologico di Napoli

 

“Eccoti, ben arrivata, io di te smaniavo,

un refrigerio per la mente ardente d’amore”

(fr. 48 LP)

 

“Latona e Niobe con molto affetto erano amiche…”

(fr. 142 LP)

 

“…davanti a me ti ammiro

Ermione e potrei

paragonarti alla bionda Elena

per un mortale, se questo fosse

(possibile)”

(fr. 23 LP)

 

“Le Cretesi talora così su piedi leggeri

rmoniose danzavano ai lati del caro altare

sull’erbetta tenera in fiore morbida…”

(fr. 188 LP)

 

“Credimi vorrei morire”,

lei mi piangeva lasciandoci.

Pure questo mi disse:

“Saffo malvolentieri ti abbandono”

Ed io così risposi:

“parti lieta e ricordati di me,

sai quanto ci amavamo.

Se non altrimenti, sarò disposta io

a ricordare…

…il nostro passato.

Le lunghe trecce di fiori

attorno al delicato collo

e quell’olio odoroso,

prezioso, che ti cospargevi

sulla pelle…unguento reale

e quando sul morbido letto

delicata…

acquietavi il desiderio…

Neanche una danza, un coro

o una festa nunziale

ci trovava assenti,

né il recinto sacro…”

(fr. 94 LP)

 

Biblio:

I lirici greci – trad. di S. Quasimodo, Mondadori – Milano

I lirici greci – trad di F.M. Pontani, Einaudi – Torino

La letteratura greca – Cambridge university, tr. it. 2° vol – Mondadori – Milano

Frammenti – Saffo – ed. Acquarelli – (VR)

 

 

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